IL DIAVOLO E IL CONTADINO
Tra le leggende non potevano mancare quelle legate al Diavolo. Un episodio che lo vede coinvolto ha infatti dato il nome al “Salto del Diavolo” in Barga, provincia di Lucca. Un contadino stava in preghiera alla Serra, sopra Fornaci di Barga, quando un distinto signore gli apparve, offrendogli grandi ricchezze. Ma per meritarsele il contadino sarebbe dovuto riuscire a saltare sulla montagna di fronte; l’uomo aveva però capito chi si celava sotto l’apparenza del gentiluomo e rifiutò.
Il Diavolo disse allora: “Salterò io, a patto che tu mi dia l’anima del primo che passa nel punto tra dove sono io adesso e quello dove sei tu.” Stavolta il contadino accettò, il diavolo saltò sulla montagna e poi con un altro balzo tornò al punto di partenza.
Il furbo contadino allora fischiò al suo cane, poi gettò un sasso verso il Diavolo mandandogli incontro il cane. “Eccoti l’anima della scommessa, pigliatela!” gridò. Il demonio, gabbato, si infuriò, gli occhi rossi di fuoco, il viso diventò un muso di lepre, il corpo quello di un enorme lucertolone coperto di squame. Sgambettò verso l’abisso e vi precipitò mandando fiamme dalla bocca e urlando.
Lucida Mansi e il suo “diabolico” patto
Secondo la leggenda Lucida Mansi era una donna giovane e bella che sapeva utilizzare il suo fascino per collezionare un amante dietro l’altro, mai sazia dell’amore carnale. Si narra che avesse fatto addirittura uccidere il marito per potersi dedicare completamente alla vita galante, agli abiti preziosi, ai gioielli. Amava talmente se stessa da avere bisogno di circondarsi di specchi che riflettevano continuamente la sua immagine. Ma il tempo scorreva inesorabile e Lucida cominciò a vedersi le prime rughe e non ebbe esitazione alcuna ad invocare l’aiuto del diavolo. Il quale gli apparve ben volentieri per stipulare un malefico accordo: in cambio di trent’anni di ulteriore giovinezza, lui si sarebbe preso la sua anima.
Trent’anni di feste, bella vita e innumerevoli amanti dopo, il diavolo tornò a riprendersi quello che gli spettava e trascinò fra le urla disperate Lucida Mansi nelle profondità dell’inferno. La leggenda dice che il foro dove il diavolo trascinò Lucida, corrisponderebbe ad un cerchio ancora oggi visibile nella pavimentazione della cosiddetta Camera degli Sposi. In quel punto ci sarebbe stato un tempo, invece, un trabocchetto dotato di affilatissime lame nel quale precipitavano i giovani amanti della perfida Lucida, dopo aver soddisfatto le voglie della padrona di casa. Un metodo senz’altro molto radicale ed efficace per salvaguardare la propria reputazione. Ma, irrequieta com’era da viva, pare che la bella Lucida non sia riuscita a trovare pace nemmeno dopo la morte.
C’è chi afferma che il suo fantasma appaia di notte, completamente nudo e su un cocchio infuocato sulle mura di Lucca; e dopo un breve tratto al galoppo precipiti come una furia per immergersi nel piccolo lago dell’Orto Botanico, in un terreno maledetto che un tempo fu il luogo di sepoltura di giustiziati, eretici ed appestati. E chi fa attenzione può avere la fortuna di vedere il bel viso di Lucida riflettersi, come in un specchio, nell’acqua del laghetto o di ascoltare i suoi sospiri. Quello di Lucida Mansi, è senz’altro uno dei fantasmi più celebri di tutta la Toscana.
